laura vicari istruttore cinofilo

Smilingdogs.it, addestramento cani con metodo gentile.
Perche'educare / addestrare un cane???

Sia al cucciolo che al cane adulto e' necessario insegnare nuove regole di vita quotidiana per ottenere una buona relazione cane/padrone ed essere felici insieme!!! Organizzo addestramento sul campo e a domicilio, corsi per cuccioli e puppy class, sia individuali che collettivi da 2 a 5 mesi di eta' e corsi per cani adulti (comandi base: seduto, terra, richiamo, resta, non tirare al guinzaglio...)
Nell’educazione del cucciolo è fondamentale e occupa un posto prioritario la socializzazione tra cani, che permette di gestire qualsiasi situazione imprevedibile nella quotidianità della convivenza con i nostri amici cani e ci rende capaci di affrontare e risolvere problemi dovuti a stimoli di ogni genere. Altrettanto importante è la condotta al guinzaglio, indispensabile per garantire la serenità del rapporto padrone-cane durante le passeggiate. Sono disponibile anche come Dogsitter e Catsitter....Continua sotto

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Perché educare il cane?

Prima di dare una risposta a questa domanda bisogna chiedersi: perché accolgo nella mia famiglia un cane? Cosa mi spinge ad adottare o ad acquistare un cane?
Questa è la prima fondamentale riflessione che il futuro proprietario deve fare. Non da solo, ma assieme a tutti i membri della sua famiglia.

Il cane infatti diventerà a tutti gli effetti un membro della famiglia (un tempo si sarebbe detto del “branco-famiglia”), e dunque è necessario che ognuno sia responsabilmente preparato ad accogliere e ad accudire il nuovo arrivato.

Innanzi tutto occorre farsi alcune domande, rispondendo sinceramente. Ben sapendo che dopo potrebbe essere troppo tardi.
Il cane è un compagno per sempre.

1. Sono veramente convinta/o di voler vivere con un cane?
Molte persone adottano un cane per riempire una carenza di affetto. Su di lui verranno allora proiettati desideri, aspettative, bisogni.
Il cane è un individuo: ha le sue emozioni, i suoi sentimenti, il suo carattere, le sue attese di affetto, le sue necessità di essere accettato, compreso, amato e rispettato per quel che è.
Non si può né si deve chiedergli di riempire vuoti, né di soddisfare bisogni che sono solo nostri.
Certo è che una bella relazione con il proprio cane è benefica per lui e per il suo compagno umano se è basata sulla comprensione e sul rispetto reciproco.
Diciamo che la relazione cane/umano può diventare un meraviglioso modo di rispondere a due bisogni: quelli del cane e quelli dell’umano. Come in qualunque altra relazione.

2. Quanto tempo potrò dedicare al mio cane?
Il cane non deve stare da solo per troppe ore.
Se il mio lavoro mi tiene fuori casa troppe ore al giorno, sono sicuro che un altro membro della famiglia si prenderà cura di lui?
Se la risposta è “non so”, meglio lasciare perdere.

3. Qual è il mio stile di vita?
Sono una persona attiva e alla quale piace fare delle belle camminate giornaliere o sono piuttosto un pigrone che la domenica pomeriggio ama piazzarsi sul divano per la pennichella?
Ogni cane ha delle esigenze primarie: da adulto, deve uscire almeno 3/4 volte al giorno e, di queste, almeno 2 devono avere una durata di circa 1 ora ciascuna. Da cucciolo le uscite dovranno essere ancora più frequenti.
Quando pioverà, farà freddo o nevicherà sarò disposta/o a uscire con lui?
E mi farà piacere farlo? O lo subirò come un fastidio?
Il cane ha 4 zampe, tanta energia e deve fare moto, attività ludiche, attività da lavoro.
Qui entra in gioco la razza (o la razza prevalente se meticcio). Ci sono razze che hanno più bisogno di altre di movimento e di impegno in giochi o sport: l’attività fisica e mentale è importante per la salute psicofisica di tutti i cani, ma per alcune razze è fondamentale se non vogliamo trovarci in casa un animale depresso, frustrato o addirittura con disturbi comportamentali.

4. Benvenuto tra noi!
Fin da cucciolo il cane deve avere delle regole per poter interagire in modo educato con tutti e per dare una risposta soddisfacente agli stimoli che incontrerà sul suo cammino.
I primi mesi di vita sono molto importanti per lui: deve socializzare a 360 gradi. Questo vuol dire socializzare con gli umani, con gli altri cani e nell’ambiente (rumori, eccetera).
Riceverà molte sollecitazioni nella sua vita: da parte delle persone che incontrerà in casa e fuori, con i cani con cui si relazionerà quotidianamente e, nella vita di tutti i giorni, dovrà affrontare le più diverse situazioni, anche difficili, di una città. Nei primi mesi di vita dovrà dunque imparare a conoscere tutto questo, con la giusta progressione, per evitare che da adulto diventi inibito o aggressivo (l’aggressività è spesso determinata dalla paura).

5. Scegliamo il suo posto
Il primo giorno che entrerà in casa bisognerà predisporre un angolo tutto per lui.
Dovremo posizionare la sua cuccia in un posto dove potrà stare sereno e tranquillo.
Non metteremo dunque la sua cuccia davanti a una porta, né in una zona di passaggio, né all’ingresso di casa: per evitare che il cane pensi di doversi assumere la responsabilità di difendere la “tana”.
Guai se il cane dovesse sentirsi il padrone della casa, e questo vale soprattutto per i cani insicuri e paurosi.

6. Alcune regole auree
La gestione delle risorse è fondamentale nell’educazione del cane. E il cibo è una risorsa fondamentale.
Il cucciolo deve abituarsi a non prendere nulla dalla tavola e aspettare il suo momento per mangiare. Gli si darà la ciotola quando è tranquillo e mai quando sta mangiando la famiglia umana. Si potrà scegliere se prima o dopo, quel che conta è la coerenza nella somministrazione del cibo. Il cane dovrà imparare quando è il suo momento di mangiare, in modo che non reclami a suo piacimento (in questo caso: guai ad accondiscendere) ma viva con serenità e sicurezza il momento della pappa.

Le regole sono molto importanti per il cane, come del resto per il bambino.
Ma per insegnare le regole occorre sapere comunicare e saper comprendere quel che il cane ci vuole dire.
Incominciare a capire il cane, a conoscere il suo linguaggio, è fondamentale. Per esempio: il cane sbadiglia non perché ha sonno ma perché ci sta dicendo che è a disagio.
Molte volte noi accarezziamo il cane senza pensare che la carezza è per lui una conferma del suo comportamento. Siamo sicuri allora di quello che stiamo facendo?
Facciamo un esempio. Il cane abbaia o manifesta paura oppure è agitato. Noi lo accarezziamo credendo di calmarlo o rassicurarlo. Niente affatto! Gli stiamo invece comunicando che fa bene ad abbaiare, fa bene a essere agitato, fa bene a essere pauroso. Proprio il contrario delle nostre intenzioni.
La carezza, oltre a essere un segnale affettivo, per il nostro amico significa infatti che in quel preciso momento sta agendo un comportamento gradito. E dunque, il cane ripeterà in analoga situazione proprio quel comportamento che invece a noi è sgradito.
Facciamo un altro esempio. Un pastore tedesco (cane da lavoro, da guardia), protettore per eccellenza del proprietario, sta a un bar o al ristorante. Il suo compagno umano continua ad accarezzarlo, ed ecco arrivare il cameriere che si protende verso il tavolo... il cane si avventa in difesa. Perché lo ha fatto? Cosa gli ha comunicato il proprietario? Provate a pensarci...

E dunque, dobbiamo conoscere meglio il linguaggio dei cani. Loro, i cani, ci capiscono bene... Ma noi?
Dobbiamo imparare a ragionare da... cani. Dobbiamo imparare a guardare il mondo con i loro occhi.
Avere un cane educato è bellissimo, credetemi. Poterlo portare ovunque con noi senza alcun problema. In questo sta la felicità del cane e la gioia del suo compagno umano.
Così rendiamo il nostro amico veramente felice e fortunato di aver un bravo proprietario.
Bravo cane bravo umano: questo è un grande binomio!

Laura Vicari

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